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ACCETTARE L'EREDITA': QUALI CONSEGUENZE

Lunedì, 22 Giugno 2015

ACCETTARE L'EREDITA': QUALI CONSEGUENZE


Mio padre, vedovo, è deceduto due anni fa e io, essendo l'unico figlio, ho accettato l'eredità, ma ad oggi, per i molti debiti che sono compresi nell'eredità e di cui non ero a conoscenza al momento dell'accettazione, vorrei rinunciare all'eredità. Sono ancora in tempo per farlo?
La risposta al suo quesito è, purtroppo, negativa. Nel nostro ordinamento chi acquista la qualità di erede rimane tale e non può più rinunciarvi. Per evitare di rispondere dei debiti in misura superiore all'attivo ereditario sarebbe stato opportuno procedere all'accettazione dell'eredità con beneficio di inventano, in modo da rispondere dei debiti lasciati dal defunto solo nei limiti del valore attivo dell'eredità.
Diverso sarebbe stato, invece, se lei avesse rinunciato alla eredità e ora intendesse accettarla. In questo caso, infatti, lei avrebbe potuto revocare la sua rinuncia entro 10 anni dalla morte di suo padre, così di fatto accettando l'eredità, ma solo se, nel frattempo, i soggetti chiamati all'eredità a seguito della sua rinuncia non avessero accettato, a loro volta, l'eredità di suo padre.


Pochi mesi fa è deceduta senza testamento mia moglie, dalla quale ho avuto un figlio. Prima che ci sposassimo lei aveva divorziato dal suo precedente marito dal
quale non aveva avuto figli. Nell'eredità sono compresi diversi beni immobili, tra cui anche la casa, interamente di proprietà di mia moglie, nella quale abbiamo abitato insieme fino al momento della sua morte. Ora l'ex marito di mia moglie pretende che io liberi la casa in quanto originariamente acquistata da lui per successione di suo padre e solo successivamente trasferita a mia moglie in occasione degli accordi di separazione tra loro intervenuti. Ora come posso tutelarmi di fronte a questa pretesa?

L'ex marito di sua moglie non può pretendere che lei liberi l'immobile in quanto l'articolo 540, comma 2, Codice Civile le riconosce il diritto di abitazione sulla casa e il diritto di uso sui mobili che la corredano se la casa era adibita a residenza familiare al momento della morte di sua moglie e interamente di proprietà della stessa o comune tra voi.
Lei ha acquistato automaticamente questo diritto al momento dell'apertura della successione. L'ex marito di sua moglie, inoltre, successivamente al divorzio non vanta alcun diritto ereditario, se non, eventualmente, un diritto ad ottenere un assegno periodico a carico dell'eredità, ma solo qualora si trovi in stato di bisogno e solo se, prima della morte di sua moglie, a lui era stato riconosciuto dal Tribunale il diritto ad un assegno divorzile ai sensi dell'articolo 5 della legge 898/970, pertanto egli non può interferire con le questioni inerenti l'eredità relitta da sua moglie.


Anni fa morì una signora che in vita aveva espresso la volontà che la sua salma fosse cremata, ma non aveva lasciato nulla di scritto in merito e non era nemmeno iscritta ad alcuna società di cremazione. La figlia, consultata dalle sorelle della defunta per ottenere il consenso alla cremazione, rifiutò il consenso per paura che questo comportasse l'accettazione della eredità alla quale, invece, intendeva rinunciare. Qualora si proponesse a me questa stessa situazione, è vero che il consenso alla cremazione della salma costituisce accettazione dell'eredità?
Il consenso alla cremazione non comporta accettazione dell'eredità, in quanto è manifestazione di una volontà non patrimoniale.
Questo consenso è richiesto ai figli o, in mancanza, ai parenti più prossimi per espressa previsione di legge, in quanto è più probabile che siano questi soggetti gli unici a conoscenza della volontà del defunto. Qualora dovesse capitare a lei questo tipo di situazione, potrà certamente prestare il proprio consenso, se ciò dovesse corrispondere alla volontà del defunto, senza incorrere nel rischio di accettare tacitamente l'eredità.


Tutti i lettori che fossero interessati a inviare quesiti da sottoporre all'attenzione del Consiglio Notarile di Modena per ottenere una risposta qualificata, possono scrivere all'indirizzo: consigliomodena@notariato.it

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