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CASA E DIRITTI AI CONTRIBUTI DEL TERREMOTO

Lunedì, 7 Ottobre 2013

Sono residente in un Comune colpito dal sisma 2012. La mia abitazione ha subito danni e ho fatto richiesta di contributo. I lavori sono appena terminati e vorrei donare la nuda proprietà della casa a mio figlio. Ma perdo il contributo per la costruzione?

Le ordinanze che dettano i criteri e le modalità di assegnazione dei contributi per il ripristino degli immobili ad uso abitativo danneggiati dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012 escludono la decadenza del contributo nel caso che il richiedente trasferisca l'immobile, sia prima che dopo la fine lavori, a soggetti legati da vincoli di parentela entro ilquarto grado, tra i quali sono compresi i figli.

Inoltre, se l'immobile alla data del sisma era adibito ad abitazione principale del richiedente, il quale vi aveva la residenza, può essere trasferito dopo la fine dei lavori senza alcuna limitazione.

Nel caso in cui, poi, il richiedente conservi il diritto di usufrutto sull'immobile, il trasferimento non comporta alcuna modifica del soggetto titolare del diritto al contributo, che continuerà ad essere l'usufruttuario, e dunque non determina alcuna causa di decadenza dal diritto stesso.

Ho contratto anni fa con la banca un mutuo a tasso variabile per acquistare la prima casa, accordandomi per pagar eogni mese la stessa rata. Quali sono i pro e i contro di tale tipologia di mutuo?

questa tipologia di mutuo è piuttosto diffusa perché ben si sposa con entrate fisse. Ma a fronte di una rata costante, la durata del mutuo potrebbe protrarsi ulteriormente, rispetto a quella inizialmente concordata, per un periodo tra 5 e 10 anni. Questo accadrà se nel corso del suo ammortamento il parametro variabile di riferimento (di solito Euribor a 1/3/6 mesi) aumenterà rispetto a quello rilevato alla sottoscrizione del contratto. In tal senso, la rata costante che lei andrà a pagare ogni mese (che è composta di capitale e interessi) assicurerà alla banca il pagamento di tutti gli interessi mensili dovuti, a scapito del capitale, che verrà decurtato in maniera proporzionalmente inferiore a quella inizialmente prevista. Ecco perché, in un'ottica di aumento dei tassi, lei si ritroverà a fine ammortamento una maxi rata di solo capitale rimasta impagata. Rata che, però, le banche consentono di negoziare, prevedendo una nuova rateizzazione, allo stesso tasso concordato all'inizio. Ovvio che a fronte di una diminuzione dei tassi nel tempo, lei si troverà ad estinguere il suo mutuo prima del previsto. Se lei ha consapevolezza del fatto che il suo mutuo potrebbe accorciarsi, ma anche protrarsi ulteriormente nel tempo, col pagamento di ulteriori interessi, null'altro si oppone alla prosecuzione del suo rapporto.

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