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COME RIDURRE LE SPESE PER LE CASE EREDITATE?

Lunedì, 13 Gennaio 2014

A seguito della morte di mia moglie, mi ritrovo comproprietario con i miei due figli di due appartamenti nella stessa casa e di un laboratorio, oggi affittato. Le tasse e le imposte sono pesanti da sopportare. Uno degli appartamenti potrebbe essere abitato da uno dei figli, in procinto di sposarsi, l'altro è abitato da me. Come fare per contenere un po' le spese?


Le soluzioni potrebbero essere molteplici, ma quella da scegliere deve corrispondere alla volontà e alle intenzioni sue e dei suoi figli, agli obiettivi e programmi della vostra famiglia, allo stato reale delle cose. Presumo che uno degli appartamenti di cui lei parla, quello che lei dice essere da lei abitato, sia da sempre adibito a residenza sua e della sua famiglia. Se così fosse, su quello, per legge, lei ha acquisito a seguito della morte di sua moglie il diritto di abitazione in qualità di coniuge superstite. E su quello, ad esempio, sarà lei a pagare l'Imu , o l'imposta che andrà a sostituirla, per intero. Sull'altro appartamento e sul laboratorio, invece, tutti e tre pagherete spese, imposte e tasse senza diminuzioni o agevolazioni, salva diversa eventuale previsione del Comune, che può prevedere ipotesi di riduzione dell'imposta, in relazione al solo appartamento, se abitato dal figlio. Se intendete invece risolvere in via definitiva la vicenda, sarà opportuno che richiediate una consulenza approfondita, per comprendere se, ad esempio, possa fare al caso vostro una cessione a titolo gratuito, da parte sua ai suoi figli, della intera quota da lei posseduta, ferma restando la sua volontà in tal senso, magari riservandosi l'usufrutto sul laboratorio affittato che può darle una rendita, e fermo restando lo stesso diritto sull'appartamento da lei abitato, e che gli stessi procedano poi a divisione dei beni così ricevuti, al fine di possedere ciascuno uno dei detti beni.


Sto acquistando un appartamento in condominio, e temo, dalle voci sentite, che il venditore abbia degli insoluti in ordine alle spese condominiali. Come posso tutelarmi?


La recente riforma in materia di condominio la rende responsabile solidalmente con il suo venditore, per le spese non pagate, e la obbliga a pagare, in caso di inadempienza del venditore, le spese relative ad anno in corso e anno precedente, di esercizio e non solare. Affronti l'argomento sin dal preliminare, che dovrà essere seguito da un notaio, meglio se lo stesso che stipulerà il rogito di acquisto. In tale sede sarà possibile concordare con il venditore il suo obbligo a presentare, entro la data prevista per il rogito definitivo, un'attestazione rilasciata dall'amministratore del condominio da cui risulterà lo stato dei pagamenti. La nuova norma, riformulando l'articolo relativo del codice civile, impone all'amministratore, se richiesto, l'obbligo del rilascio di detta attestazione, ove verranno anche evidenziate eventuali liti pendenti, con condomini o terzi. Per tutelare anche il venditore, che oggi per legge potrebbe essere chiamato a rispondere in solido con l'acquirente delle spese condominiali anche successive all'atto di vendita - quindi delle spese che l'acquirente dovrebbe invece assolvere e onorare a partire dalla data del rogito - va richiesta al notaio un'attestazione dell'avvenuta stipula, il giorno stesso del rogito, documento ritenuto sufficiente per dare formale comunicazione all'amministratore dell'avvenuto cambio di proprietà e quindi della cessazione della sopra detta responsabilità solidale. Poiché la legge parla di comunicazione mediante consegna della copia dell'atto, e tale copia non può, per legge, essere rilasciata prima della registrazione, è possibile provvedere ad eliminare la solidarietà tra venditore ed acquirente consegnando tale copia, decorsi però circa trenta giorni dal rogito. L'attestazione del notaio, pubblico ufficiale, sostituisce la consegna della copia e abbrevia i tempi. Si ricordi infine di sincerarsi sul fatto che siano state o meno deliberate spese straordinarie, di ristrutturazione o rispristino. In tal caso la legge , o meglio la prassi consolidata, dispone che tali spese siano a carico di chi era proprietario del bene in condominio al momento della delibera.

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