Sito ufficiale del Consiglio Notarile della Provincia di Modena

FAQ: Chiedilo al notaio

» Tutte le faq

Notizie

» Tutte le notizie

Consiglio Notarile di Modena

Corso Canalgrande 71 - 41121 Modena (MO) Italia

Tel: +39-059-223721, Fax: +39-059-223707

Email:

PEC: cnd.modena@postacertificata.notariato.it

PEC: protocollocnd.modena@pec.notariato.it

CONTRATTI DI CONVIVENZA OPEN DAY

Lunedì, 25 Novembre 2013

Sabato prossimo 30 novembre in occasione della giornata “Contratti di convivenza - Open Day" organizzato dal Consiglio Nazionale del Notariato, i notai del Consiglio Notarile di Modena saranno per tutta la giornata a disposizione dei cittadini per incontri divulgativi e consulenze gratuite, per fornire tutte le informazioni utili su come tutelare legalmente il proprio rapporto di convivenza.
A Modena l'Open Day di sabato prossimo (negli orari dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30) si svolgerà presso la sede del Consiglio Notarile, in corso Canalgrande 71.
Per informazioni: 059 - 223721; consigliomodena@notariato.it
A questo proposito rispondiamo di seguito ai lettori che ci pongono quesiti in merito ai contratti di convivenza.
Cosa sono esattamente i patti di convivenza? In cosa consistono?
Sono accordi - che devono risultare da apposito atto scritto - con cui la coppia definisce le regole della propria convivenza attraverso la sistemazione dell'assetto patrimoniale. Tale regolamentazione può avvenire prima che abbia inizio il rapporto o durante il suo svolgimento e, per alcuni limitati aspetti, è inerente ai rapporti personali (ad esempio, la designazione dell'amministratore di sostegno).
L'accordo può essere impiegato anche per regolamentare le conseguenze patrimoniali della cessazione della convivenza.
Si tratta di un contratto redatto dal notaio a cui le parti si rivolgono per ottenere un prodotto giuridico mirato, cucito addosso alle proprie specifiche esigenze con un taglio pratico, qualora si intenda iniziare una convivenza e sorga l'esigenza di "programmarne" lo svolgimento, ad esempio in fase d'acquisto di un immobile o nell'ambito di una vicenda successoria.
Chi può stipulare questo genere di accordi?
Tutte le persone che, legate da vincolo affettivo, decidono di vivere insieme stabilmente (la cosiddetta convivenza more uxorio). Non ci si riferisce ad un qualsiasi tipo di rapporto tra due o più persone ma, in particolare, alla sola unione di vita stabile tra due persone legate da affetto che decidono di vivere insieme al di fuori del legame matrimoniale, o perché è loro preclusa la possibilità di sposarsi (si pensi a due conviventi dello stesso sesso o a persone già unite in matrimonio, ma per le quali non sia ancora intervenuta sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio), o perché è loro precisa volontà quella di non soggiacere al vincolo matrimoniale.
Quali sono gli strumenti per disciplinare i contratti di convivenza?
È possibile disciplinare i diversi aspetti patrimoniali che riguardano le modalità di partecipazione alle spese comuni, e quindi la definizione degli obblighi di contribuzione reciproca dell'apporto di ciascun partner nelle spese comuni o nell'attività lavorativa domestica ed extradomestica; i criteri di attribuzione della proprietà dei beni acquistati nel corso della convivenza (potendo addirittura definire un regime di comunione o separazione); le modalità di uso della casa adibita a residenza comune (sia essa di proprietà di uno solo dei conviventi o di entrambi i conviventi ovvero sia in affitto); le modalità per la definizione dei reciproci rapporti patrimoniali in caso di cessazione della convivenza, al fine di evitare nel momento della frattura, tutte quelle discussioni e rivendicazioni, causate dalle inevitabili tensioni del momento, che potrebbero rendere difficile trovare un accordo.
Il contratto può contenere anche disposizioni inerenti la facoltà di assistenza reciproca, in tutti i casi di malattia fisica o psichica (o qualora la capacità di intendere e di volere di una delle parti risulti comunque compromessa), o la designazione reciproca ad amministratore di sostegno. Poiché in Italia esiste il divieto dei patti successori, e quindi non possono essere disciplinati attraverso il contratto di convivenza tali rapporti, si può disporre dei propri beni attraverso il testamento, inserendo eventuali clausole a favore del convivente more uxorio.

Privacy - Note legali - URP - Elenco siti tematici - © Tutti i diritti riservati - DevB Nettamente