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DONO 120 MILA EURO IN FORMA ANONIMA

Lunedì, 16 Giugno 2014

Può un cittadino italiano effettuare una donazione volontaria di 120mila euro a una persona fisica in modo anonimo?

La risposta è purtroppo negativa. In Italia qualsiasi donazione volontaria, anche quella di denaro, richiede, a pena di nullità, la stipula di un atto pubblico notarile (art. 782 codice civile) con la necessaria presenza di due testimoni. Se manca l'atto pubblico notarile, la donazione può essere considerata valida solo ove si concretizzi nella consegna di cose mobili di modico valore (art. 783 codice civile). La legge testualmente prevede che la modicità del valore vada accertata anche in rapporto alle condizioni patrimoniali del donante, ma è di tutta evidenza che mai potrà essere considerata modica una somma come 120mila euro. Va precisato che anche ove le parti interessate intendessero scientemente "saltare" il passaggio notarile per conservare l'anonimato, si troverebbero poi a fare i conti con l'ormai stringente impianto normativo volto a limitare l'uso di denaro contante di titoli al portatore. Il decreto Monti (D.L. n. 201/2011) con il dichiarato intento di combattere i fenomeni di riciclaggio e ridurre l'evasione fiscale, è intervenuto nuovamente ad abbassare il limite di utilizzo del denaro contante e dei titoli al portatore. L'art. 12 di tale Decreto ha modificato in più punti l'art. 49 del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231 (Normativa antiriciclaggio) riguardante le limitazioni all'uso del contante e dei titoli al portatore, fissando l'attuale limite a 1.000 euro. Con il nuovo limite sono vietati i trasferimenti di denaro contante o di altri titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuati a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, quando l'importo di ciascun trasferimento, anche frazionato, risulti pari o superiore a euro 1.000. Un'ulteriore conseguenza della modifica dell'art. 49 del D.Lgs 21 novembre 2007 n. 231 impone che sugli assegni di importo pari o superiore a 1.000 euro vi sia l'indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la dicitura non trasferibile.

In Italia, tuttavia, i trasferimenti di denaro contante risultano, anche nella prassi commerciale, ancora frequenti, e per questo motivo il Ministero dell'Economia e delle Finanze (in sigla MEF), in occasione di recenti incontri con la stampa specializzata, ha fornito chiarimenti che rivestono particolare importanza per comprendere l'ambito applicativo della normativa prescritta dall'art. 49 del D.L.gs. n. 231/2007. con uno di questi chiarimenti si è precisato che il trasferimento di denaro superiore alla soglia tra padre e figlio minorenne (ad esempio per viaggio di studi all'estero) è vietato anche se di fatto padre e figlio minorenne giuridicamente sono lo stesso soggetto. Il MEF ha in sostanza chiarito che anche tra familiari e anche tra genitore e figlio minorenne il trasferimento sopra-soglia è vietato, evidenziando pertanto l'obbligo della tracciabilità prescinde dalla natura giuridica dei soggetti interessati dalla transazione e dalla causa sottostante (che potrebbe essere quindi anche una causa gratuita o liberale), avendo come unico punto di riferimento il citato limite quantitativo di 1.000 euro. Con Circolare n. 2 del 16 gennaio 2012 il MEF ha anche chiarito che l'importo di 1.000 euro è riferito alla somma complessiva del trasferimento: ne consegue il divieto di frazionamento "artificioso" di un unico importo di 1.000 euro, o superiore, in più pagamenti in contanti che, ancorché di importo singolarmente inferiore alla soglia di legge, siano di fatto riconducibili a un'unica transazione economica.

La violazione di questi divieti è pesantemente sanzionata, con importi che possono oscillare tra l'1% e il 40% della somma trasferita ove questa sia compresa tra 1.000 e 50.000 euro, e tra il 5% ed il 40% della somma trasferita ove questa sia superiore a 50.000 euro; con una sanzione minima, in ogni caso, di 3.000 euro. Nel caso prospettato è consigliabile il ricorso all'atto pubblico notarile e a pagamenti tracciabili: bonifici, assegni bancari o circolari non trasferibili.

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