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DUE IPOTESI DI EREDITA' E IL TFR DEL LAVORATORE

Lunedì, 13 Aprile 2015

Sono vedova e ho due figli, di cui uno minore. E deceduto mio suocero, già vedovo a sua volta. Qualche nipote (figli di fratelli di mio suocero) può vantare diritti sull'eredità? Mio marito era figlio unico e chiedo come devo procedere per la successione.
Nel caso di morte senza testamento, alla successione sono chiamati - nel caso specifico - i discendenti per rappresentazione ovvero i suoi due figli, uno dei quali minore. I suoi figli vantano a tutti gli effetti gli stessi diritti che avrebbe potuto vantare il loro padre sull'eredità del nonno.
Suo suocero aveva un unico figlio come proprio discendente, ciò vale ad escludere dalla successione qualsiasi fratello e, conseguentemente, eventuali nipoti.
Nel caso in cui siano chiamati all'eredità dei minori, la procedura da seguente è un po articolata. In questo caso, infatti, la legge impone che il minore debba accettare con beneficio d'inventano, previa autorizzazione del giudice tutelare. Al riguardo si dovrà predisporre un ricorso al giudice territorialmente competente per ottenere, a cura del genitore esercente in via esclusiva la potestà, l'autorizzazione ad accettare l'eredità con beneficio d'inventano.
In seconda battuta sarà necessario procedere alla redazione dell'inventano, che comporterà l'analitica descrizione di tutte le componenti patrimoniali attive o passive di titolarità del defunto per individuare l'entità patrimoniale a favore dei chiamati all'eredità e produrre una separazione dei beni del defunto da quelli del minore chiamato erede, il quale, nel caso di eredità passiva, non potrà rispondere oltre il valore dell'attivo patrimoniale. Nel caso di successione gravata da debiti ereditari, sarà possibile ottenere da parte del giudice tutelare una autorizzazione a rinunciare all'eredità, la quale dovrà essere adeguatamente documentata al giudice. Detta documentazione, accettazione beneficiata e inventario, dovrà essere allegata alla denuncia di successione che costituisce l'adempimento fiscale finale della procedura.

Vorrei sapere cosa accade in caso di morte di prestatore- socio lavoratore di una cooperativa edilizia di lavoro, che non ha coniuge e figli, ma soltanto un fratello e una compagna alla quale con testamento olografo lascia tutti i suoi beni. Nel caso specifico, il Tfr va liquidato alla compagna? Oppure si applica l'articolo 2122 del codice civile? La cooperativa può versarlo alla compagna senza rischiare di essere aggredita legalmente dal fratello della persona?
L'articolo 2122 del codice civile stabilisce al primo comma che, in caso di morte del prestatore di lavoro, l'indennità per mancato preavviso e il trattamento di fine rapporto devono corrispondersi al coniuge, ai figli e, se vivevano a carico del prestatore di lavoro, ai parenti entro il terzo grado e agli affini entro il secondo grado.
Lo stesso articolo prosegue al terzo comma stabilendo che, in mancanza delle suddette persone, le indennità sono attribuite secondo le norme della successione legittima.
La Corte Costituzionale, riconoscendo alle predette indennità una funzione di riparazione del pregiudizio che i superstiti subiscono per la morte del lavoratore, con la sentenza 19 gennaio 1972, n. 8, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del citato terzo comma nella parte in cui esclude che il lavoratore subordinato, in mancanza delle persone indicate al primo comma, possa disporre per testamento delle indennità di cui allo stesso articolo.
L'indennità compete al fratello superstite (parente in linea collaterale di secondo grado) per diritto proprio "se viveva a carico" del lavoratore, in mancanza ditale condizione il lavoratore poteva disporne a favore della compagna per testamento, che dovrà essere presentato a un notaio per la pubblicazione.
Nel caso di contestazioni giudiziarie da parte del fratello, interessato all'applicazione del regole della successione legittima, in merito alla validità del testamento olografo, occorrerà attendere la decisione giudiziale.

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