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DUE QUESITI SUL TESTAMENTO

Lunedì, 18 Settembre 2017

Due quesiti sul testamento
Gli eredi quando il defunto non ha espresso le proprie volontà

Mio padre è morto senza lasciare testamento. Chi sono gli eredi?
Quando una persona muore senza lasciare testamento si apre la cosiddetta successione legittima. L'eredità si devolve, secondo un ordine e con quote ben prestabilite, al coniuge, ai discendenti (ossia i figli), agli ascendenti (ossia i genitori), ai collaterali (ossia i fratelli e sorelle), agli altri parenti (detti successibili o eredi
legittimi) e allo Stato. In tal caso le quote sono le seguenti:
- se non vi è coniuge ma vi sono figli: tutta l'eredità va ai figli in parti uguali;

- sevi sono coniuge ed un solo figlio: 1/2 del patrimonio al coniuge ed un 1/2 al figlio;- se vi è coniuge con due o più figli: 1/3 al coniuge e gli altri 2/3 spettano in
parti uguali ai figli;

- se non vi sono figli ma solo il coniuge: 2/3 al coniuge e l'altro 1/3 va suddiviso tra i genitori, fratelli e sorelle;

- se vi è coniuge e non vi sono nè figli, nè ascendenti, nè fratelli e sorelle: tutta 1'eredità va al coniuge.

Mia madre è mancata di recente, designando come unica erede una sua cara amica. Chi sono, in questo caso, i legittimari? Che quota di eredità hanno diritto di far valere?
In questo caso si apre la successione testamentaria secondo le disposizioni dettate dalla defunta. La legge, tuttavia, riserva comunque a favore di determinati soggetti, detti eredi legittimari (coniuge, figli e ascendenti del defunto) una quota di eredità detta di "quota di legittima" della quale non possono essere privati. Pertanto, chi fa testamento deve tener conto che una parte dell'eredità deve essere destinata ai parenti (la cosiddetta "porzione indisponibile") secondo le quote previste (la cosiddetta "legittima"). Per determinare l'ammontare della porzione disponibile si procede a quella che viene denominata 'riunione fittizia', rispettando rigorosamente calcolo (art. 556 cod. civ.):
1. si prendono in considerazione tutti i beni che appartenevano al defunto al tempo della morte;
2. si detraggono i debiti del defunto;
3. si aggiunge il valore dei beni donati dal defunto finché era in vita;
4. sul totale così formato (asse ereditario) si calcola la quota di cui il defunto poteva disporre (porzione disponibile) e la quota destinata per legge al coniuge, ai discendenti ed in taluni casi agli ascendenti (genitori) del defunto (porzione indisponibile o quote di legittima).
Facciamo un esempio: Tizio muore lasciando un patrimonio di 100 con debiti per 20. In vita aveva donato 40. Il valore della massa è di 100 - 20 + 40 = 120. Su questo valore si calcola la quota disponibile e la quota indisponibile, che sono diverse a seconda dei casi. I legittimari sono i figli, e queste sono le quote di legittima a loro riservate: - Un solo figlio: 1/2 del patrimonio ereditario, se non c'è coniuge. - Due figli o più: 2/3 del patrimonio ereditario (da dividersi in parti uguali fra loro), se non c'è coniuge.
Tornando all'esempio di prima, ipotizziamo che Tizio fosse vedovo, con prole.
a. Se Tizio ha lasciato solo un figlio, questi ha diritto a 60 (1/2 del patrimonio). L'altro 60 costituisce la porzione disponibile.
b. Se invece Tizio ha lasciato due o più figli, questi avranno diritto a 80 (2/3 del patrimonio), mentre il restante 40 (1/3 del patrimonio) è la porzione disponibile.
Le quote di legittima riservata al coniuge sono le seguenti:
- di 1/2 del patrimonio ereditario, se non ci sono figli; - di 1/3, se oltre al coniuge c'e un solo figlio (al quale andrà un altro terzo); - di 1/4, se oltre al coniuge vi sono due figli o più (ai quali andrà 1/2 del patrimonio ereditario, da ripartirsi equamente); Inoltre al coniuge, anche quando concorra con altri chiamati, è sempre riservato il diritto di abitazione sulla casa coniugale ed il diritto di uso sui mobili che l'arredano.
Torniamo di nuovo all'esempio di prima:
a. Se Tizio muore senza figli, lasciando una moglie, quest'ultima ha diritto a 60 (1/2 del patrimonio) e l'altro 60 e la porzione disponibile.
b. Se Tizio muore lasciando la moglie e un figlio, la moglie ha diritto a 40 (1/3 del patrimonio) e il figlio a 40 (1/3 del patrimonio), mentre il restante 4O è la porzione disponibile.
c. Se Tizio muore lasciando la moglie e due o più figli, la moglie ha diritto a 30 (1/4 del patrimonio), i figli a 60 (1/2 del patrimonio da spartirsi equamente), il restante 30 sarà la porzione disponibile.
La quota cli legittima riservata ai genitori del defunto opera invece solamente se questi muore senza figli. Ammonta a:
- 1/3 del patrimonio ereditario, se non c'è alcun coniuge del defunto;
- 1/4 del patrimonio ereditario, se c'è un coniuge del defunto, al quale spetterà 1/2.
Nell'esempio di sopra:
a. Tizio muore senza prole lasciando moglie ed uno o entrambi i genitori: alla moglie spetta 60 (1/2 del patrimonio) ed ai genitori 3O (1/4 del patrimonio).
Il restante 30 è la quota disponibile.

b. Tizio già vedovo e senza prole muore lasciando solo i genitori: questi ultimi hanno diritto a 40 (1/3 del patrimonio);
il restante 80 è la quota disponibile.
Pertanto, per evitare possibili litigi e decennali cause ereditarie, chi intende fare testamento, è bene che tenga a mente queste regole, magari facendosi consigliare dal notaio di fiducia, e che disponga dei propri beni rispettando le sopra descritte quote di legittima in quanto le disposizioni testamentarie eccedenti la porzione disponibile sono soggette a riduzione da parte degli eredi legittimari

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