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IL CASO: L'EREDE MUORE PRIMA DI ACCETTTARE

Lunedì, 20 Gennaio 2014

Il 24 aprile 2013 è deceduta mia sorella, la quale con testamento olografo ha nominato unica erede universale mia madre. il 28 giugno 2013 è deceduta anche mia madre (senza avere il tempo di accettare l'eredità della figlia), lasciandomi a sua volta unica erede universale per legge. nell'eredità di mia sorella è compreso un appartamento a Rubiera, unico immobile di tutta la nostra famiglia, nel quale la stessa risiedeva con mia madre. Ora devo presentare sia la dichiarazione di successione di mia sorella che quella di mia madre. Posso richiedere i benefici di prima casa per entrambe?

La risposta è positiva. L'articolo 69, comma 3, della legge n. 342/2000 prevede l'applicazione in misura fissa delle imposte ipotecarie e catastali per i trasferimenti della proprietà di abitazioni non di lusso "quando, in capo al beneficiario, ovvero in caso di pluralità di beneficiari, in capo ad uno di essi, sussistano i requisiti e le condizioni previste in materia di acquisto della prima abitazione dall'articolo 1 ... comma...".

Il successivo comma 4 dello stesso articolo 69 dispone che "le dichiarazioni di cui alla nota II-bis dell'art. 1 della Tariffa, Parte prima, sono rese dall'interessato nella dichiarazione di successione o nell'atto di donazione". Con circolare 7 maggio 2001 n. 44/E, è stato chiarito che la volontà di fruire delle agevolazioni deve essere manifestata dal richiedente con una dichiarazione resa nell'atto di donazione o con dichiarazione sostitutiva da allegare alla dichiarazione si successione. Lei però si trova a dover presentare due dichiarazioni di successione: la prima, relativa al decesso di sua sorella, con passaggio della proprietà dell'abitazione a questa intestata a favore di sua madre, avente ad oggetto il trasferimento della stessa abitazione in suo favore. La complicazione è generata dal fatto che alla data della presentazione della dichiarazione di successione di sua sorella, l'erede fornito dai requisiti di prima casa (ossia sua madre) risulta già deceduto. Da qui l'interrogativo: la premorienza dell'erede preclude irrimediabilmente l'accesso ai benefici previsti dall'art, 69, comma 3 della legge n. 342/2000 oppure il contribuente (ossia lei) può chiedere in nome e per conto di sua madre l'applicazione dei benefici autocertificando la sussistenza, in capo alla stessa, dei requisiti per ottenere l'agevolazione? L'Agenzia delle Entrate con risoluzione n. 40/E del 26 aprile 2012, ha ritenuto che il beneficio fiscale possa essere riconosciuto anche in relazione al trasferimento di casa di abitazione a favore di un erede, deceduto prima della presentazione della dichiarazione di successione, a condizione che in capo a tale soggetto sussistessero, alla data di apertura della successione, i requisiti previsti per usufruire del regime di favore. La soluzione va valutata alla luce delle norme di diritto successorio applicabili in concreto. Occorre infatti tener presente che, nel caso, sua madre (in possesso dei requisiti prima casa) è deceduta prima ancora di poter accettare l'eredità della figlia (scomparsa due mesi prima), con conseguente trasmissione in suo favore del diritto di accettazione dell'eredità. La norma prevede infatti che se un chiamato all'eredità (nel nostro caso, sua madre) è deceduto prima di poter accettare l'eredità (nel nostro caso, della figlia morta precedentemente), il diritto di accettare l'eredità si trasmette all'erede; ciò comporta che il beneficiario della trasmissione, in quanto titolare per derivazione dei diritti del trasmittente, è legittimato a produrre la dichiarazione di successione per conto del proprio dante causa, ossia del primo chiamato all'eredità (cioè sua madre). Quindi l'erede del chiamato all'eredità può attestare l'esistenza delle condizioni "prima casa" in capo all'erede premorto. L'attestazione - spiega la risoluzione - può essere effettuata attraverso una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, ossia una dichiarazione del chiamato all'eredità, concernente stati, qualità personali e fatti relativi ad altri soggetti di cui si ha diretta conoscenza.

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