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IL TESTAMENTO NEL CASO DI "AMMINISTRAZIONE"

Lunedì, 25 Luglio 2016

Ho letto che il recente Convegno "Urbanistica, banche, attualità", organizzato a Rimini dall'Associazione Sindacale dei Notai dell'Emilia romagna "Aldo Della Rovere" e da Federnotai, si sono approfonditi vari aspetti inerenti alla amministrazione di sostegno. Dal momento che si tratta di un argomento che mi sta a cuore, è possibile avere qualche dettaglio in più?

Certamente. Nell'ambito della Giornata di Studio, tenutasi il 24 giugno scorso a Rimini, Gianantonio Barioni, notaio in Zocca e appartenente al Distretto Notarile di Modena, ha svolto una relazione avente ad oggetto "l'incapacità naturale e legale a contrarre, un caso di apparente capacità di contrarre di un amministrato", nonchè i riflessi che queste differenti situazioni possono comportare sugli atti rogati e sull'eventuale responsabilità del notaio.

Nella relazione si è affrontato il tema della "incapacità dell'individuo" ponendolo in rapporto con il ruolo del notaio ed esplorando quali compiti il sistema normativo affida al notaio nell'esercizio del suo ministero. In particolare è stata esaminata la problematica dell'incapacità sotto il duplice profilo della "incapacità legale" e della "incapacità naturale". E' stato inoltre delineato, nei suoi aspetti essenziali l'istituto dell'"amministrazione di sostegno" soprattutto al fine di un suo inquadramento sistematico all'interno delle forme d'incapacità conosciute dall'ordinamento. Si è infine analizzato un caso pratico di apparente capacità sempre nell'ottica notarile delle conseguenze che di determinano, anche in termini di responsabilità del notaio rogante, allorquando l'atto pubblico sia stipulato con un contraente soggetto ad amministrazione di sostegno intervenuto personalmente al rogito privo della necessaria autorizzazione giudiziale.

Come ci si regola se una persona sottoposta ad amministrazione di sostegno vuole fare testamento?

Occorre innanzitutto ricordare che l'amministrazione di sostegno è un istituto a protezione di soggetti che per cause transitorie (interventi, disabilità temporanea) o definitive (deterioramento della capacità cognitiva) non sono in grado di provvedere direttamente ai propri interessi. La privazione della capacità di agire può anche essere limitata. In questa ipotesi, il giudice può affidare all'amministratore di sostegno solo il compito di determinati atti di straordinaria amministrazione e non la totalità degli atti.

In tale ambito, quindi, il soggetto sottoposto, se in grado di autodeterminarsi, potrà ad esempio fare testamento, conferire procure. Sempre, in tale ambito potranno continuare a coesistere procure conferite prima e dopo, con operatività limitata alle sole attività non precluse al sostenuto, quali ad esempio gli atti di ordinaria amministrazione (ritiro della pensione, operazione su conti correnti) e non la vendita di beni immobili. In senso conforme si è espressa anche una recente giurisprudenza di merito.

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