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LA CESSIONE DI AZIENDA E UN'IPOTESI DI EREDITA'

Lunedì, 15 Febbraio 2016

Il primo quesito dei lettori riguarda una interessante ipotesi di cessione di azienda e di debiti. Nel secondo quesito si parla invece del caso di un decesso senza che la persona defunta abbia lasciata alcun testamento.


Sono interessato all'acquisto di un'azienda e vorrei tutelarmi contro il rischio dei debiti fiscali e contributivi da parte del cedente i rischi che si corrono sarebbero minori in caso di costituzione di società con il conferimento della azienda da parte del proprietario?
In caso di cessione cli azienda o diramo di azienda ai sensi dell'articolo 14 del D.Lg. 472/1997:
"1.11 cessionario è responsabile in solido, fatto salvo il beneficio della preventiva escussione del cedente ed entro i limiti del valore dell'azienda o del ramo d'azienda, per il pagamento dell'imposta e delle sanzioni riferibili alle violazioni connesse nell'anno in cui è avvenuta la cessione e nei due precedenti, nonché per quelle già irrogate e contestate nel medesimo periodo anche se riferite a violazioni commesse in epoca anteriore.
2. L'obbligazione del cessionario è limitata al debito risultante, alla data del trasferimento, dagli atti degli uffici dell'amministrazione finanziaria e degli enti preposti all'accertamento dei tributi di loro competenza".
A norma del terzo comma del citato articolo l'interessato può richiedere all'Agenzia delle Entrate un certificato sulla esistenza di contestazioni in corso e di quelle già definite per le quali i debiti non sono stati soddisfatti. Il certificato, se negativo, ha pieno effetto liberatorio del cessionario, del pari liberato ove il certificato non sia rilasciato entro quaranta giorni dalla richiesta.
La responsabilità del cessionario non è soggetta alle limitazioni indicate qualora la cessione sia stata attuata in frode dei crediti tributari, ancorché essa sia avvenuta con trasferimento frazionato cli singoli beni.
Secondo il nuovo comma 5-ter del più volte citato articolo, introdotto dalla L. 158/2015, a decorrere dal l gennaio 2016, le suddette disposizioni si applicano, in quanto compatibili, a tutte le ipotesi di trasferimento di azienda, compreso il conferimento, con conseguente responsabilità anche della società conferitaria.
L'acquirente di un'azienda è inoltre responsabile in solido con il cedente, salso il beneficio della preventiva escussione di quest'ultimo, per il pagamento delle sanzioni pecuniarie per reati commessi nell'attività dell'azienda ceduta, limitatamente, peraltro, alle sanzioni che risultino dai libri contabili obbligatori ovvero dovute per illeciti amministrativi dei quali il cessionario era comunque a conoscenza, ai sensi dell'articolo 13 del D.Lg. 231/2001 applicabile anche nel caso di conferimento di azienda.
In ordine ai debiti previdenziali, secondo l'orientamento prevalente della giurisprudenza, troverebbe applicazione la regola generale dell'articolo 2560 del Codice Civile, secondo il quale in caso di trasferimento dell'azienda risponde l'acquirente se essi risultano dai libri contabili obbligatori.


Buongiorno, è da poco deceduto mio marito senza lasciare alcun testamento. Non abbiamo figli, i suoi genitori sono deceduti da tempo e lui non ha ne fratelli ,né sorelle, essendo figlio unico. Per la successione ml dicono che dovrei rintracciare del lontanissimi parenti, figli dl cugini dei genitori, che mi pare vivano addirittura all'estero. E' vero? Che tutela ho dalla legge italiana?
Gentile signora, ai sensi dell'articolo 583 del codice civile essendo lei regolarmente coniugata con il defunto, e non essendo presenti le categorie di successibili che sono previste dalla legge (ascendenti, discendenti, fratelli e sorelle) lei è l'unica erede di suo marito, anche in assenza di testamento.

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