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MIO ZIO LASCIA SOLDI E CASA ALLA BADANTE

Lunedì, 4 Novembre 2013

Mio zio, che era molto anziano, vedovo e senza figli, è deceduto il mese scorso. Noi nipoti abbiamo proceduto alla registrazione presso il notaio del suo testamento pubblico, nel quale nominava noi quattro nipoti eredi universali, in parti uguali. Contemporaneamente, presso un altro notaio, risultava pubblicato un testamento olografo dal quale risultava che mio zio lasciava in eredità alla sua badante non solo una somma ingente ma anche la casa. Credo sia importante precisare che il patrimonio di mio zio è molto consistente. Come ci si deve comportare di fronte a una situazione di questo genere?

Immagino che il testamento olografo successivo possa avere ingenerato in nei e negli altri nipoti un pò di perplessità, che andranno ovviamente analizzate in maniera compiuta nelle sedi più opportune.

Ma per quello che riguarda il punto di vista strettamente notarile, è ovvio che un testamento successivo annulla quello precedente qualora sia di contenuto esattamente contrario, cioè contenga una volontà completamente differente rispetto a quella manifestata in precedenza e che sia incompatibile con essa.

Nel caso specifico, mi pare di poter dire che i due testamenti sono tra loro complementari, sia alla luce della consistenza del patrimonio del defunto, che lascia pensare che la casa e la somma devoluta alla badante siano solo una parte di esso, sia alla luce del fatto che lei non parla di una revoca del precedente testamento contenuta nell'ultimo scritto in ordine di data.

Pertanto, se lo scritto successivo è riconducibile allo zio e se non contiene la revoca del testamento precedente che nominava voi nipoti eredi universali, ritengo che i due testamenti possano convivere e che, devolute sia la somma stabilita che la casa alla badante dello zio, il resto del patrimonio debba essere assegnato a voi nipoti.

Tutto questo se, per quanto è attualmente a sua conoscenza, tale scritto in cui sono state manifestate le ultime volontà è stato redatto da sui zio liberamente e senza costrizioni anche di carattere psicologico, in un periodo in cui era notorio che lo stesso godeva di buona salute anche dal punto di vista mentale.

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