Sito ufficiale del Consiglio Notarile della Provincia di Modena

FAQ: Chiedilo al notaio

  • Uno scambio di autorimesse e la permuta

    Uno scambio di autorimesse e la permuta Quando due condomini si accorgono che stanno utilizzando uno l’autorimessa dell’altro, che cosa possono…

  • DUE QUESITI SUL TESTAMENTO

    Due quesiti sul testamento Gli eredi quando il defunto non ha espresso le proprie volontà Mio padre è morto senza lasciare testamento. Chi sono gli e…

» Tutte le faq

Notizie

» Tutte le notizie

Consiglio Notarile di Modena

Corso Canalgrande 71 - 41121 Modena (MO) Italia

Tel: +39-059-223721, Fax: +39-059-223707

Email:

PEC: cnd.modena@postacertificata.notariato.it

PEC: protocollocnd.modena@pec.notariato.it

PATTI DI CONVIVENZA: LE RISPOSTE AI QUESITI

Lunedì, 2 Dicembre 2013

In occasione della giornata "contratti di convivenza - open day" di sabato scorso organizzata dal Consiglio Nazionale del Notariato, i Notai del Consiglio Notarile di Modena sono rimasti a disposizione dei cittadini per incontri divulgativi e consulenze gratuite e per fornire tutte le informazioni utili su come tutelare legalmente il rapporto di convivenza. A partire da oggi, 2 dicembre, questi contratti potranno essere stipulati presso gli studi notarili.

A questo proposito rispondiamo ai lettori che pongono ulteriori quesiti in merito ai contratti di convivenza.

Quali documenti devono presentare al notaio i conviventi per stipulare un contratto di convivenza?

In primo luogo, occorre fornire i documenti di identità (ad esempio la carta d'identità) le tessere sanitarie per l'attribuzione del codice fiscale; i certificati che comprovano lo stato civile dei conviventi (stato libero, separazione legale, divorzio); eventuali accordi e/o pronunce di separazione o divorzio che abbiano precedentemente interessato uno o anche entrambi i partners, dai quali potrebbero derivare obblighi e statuizioni tali da poter incidere sul contenuto dello stipulando contratto di convivenza. Poi tutti i documenti relativi ai beni, ai rapporti, alle situazioni che si intendono disciplinare con il contratto di convivenza, di modo che il notaio incaricato possa disporre si tutte le informazioni necessarie o anche soltanto utili per la sua redazione.

Quali effetti produce questo tipo di contratto nei confronti delle parti?

Dal contratto di convivenza nascono dei veri e propri effetti giuridici a carico delle parti che lo hanno sottoscritto. La violazione di taluno degli obblighi assunti con il contratto di convivenza legittima l'altra parte a rivolgersi al giudice per ottenere quanto le spetta. Gli accordi contenuti in un contratto di convivenza hanno valore limitato alle parti che hanno stipulato tali accordi, escluso ogni effetto nei confronti dei terzi (in applicazione del principio generale che regola gli effetti di ogni contratto, quale sancito dall'articolo 1372 c.c.).

Che durata hanno questi accordi nel tempo?

La durata "naturale" del contratto di convivenza coincide con la durata del rapporto di convivenza. E' logico quindi subordinare gli effetti del contratto alla permanenza del rapporto di convivenza. Ciò non toglie che vi siano alcuni accordi destinati a produrre i loro effetti proprio a partire dalla cessazione del rapporto di convivenza: si pensi a tutti gli accordi che fissano le modalità per la definizione dei reciproci rapporti patrimoniali in caso di cessazione della convivenza, al fine di evitare nel momento della frattura tutte quelle discussioni e rivendicazioni, causate dalle inevitabili tensioni del momento. Se nel contratto sono contenuti anche accordi di questo tipo, alla cessazione del rapporto di convivenza il contratto continuerà a trovare applicazione proprio per disciplinare la fase di definizione dei rapporti patrimoniali e la divisione dei beni comuni.

In che modo le parti possono decidere di interrompere il contratto? Con quali conseguenze?
Il contratto di convivenza è un vero e proprio contratto e come tale soggetto alle disposizioni dettate per tutti i contratti in generale, per cui lo stesso non può essere sciolto che per mutuo consenso (e cioè grazie ad un nuovo accordo tra le medesime parti, comportante la risoluzione del contratto a suo tempo stipulato), ovvero per le cause ammesse dalla legge. Non esiste un costo "fisso" per simili contratti, proprio perché non si tratta di contratti "standard" a contenuto prefissato. Si tratta, infatti, di contratti a contenuto "variabile", a seconda di quelle che sono le esigenze e le aspettative dei conviventi.
Tutto, quindi, dipende da quello che in concreto viene regolamentato con il contratto di convivenza. Lo stesso trattamento fiscale varia a seconda del tipo di accordi che vengono siglati (imposta di registro o imposta di donazione per eventuali trasferimenti di beni o assunzioni di obbligazioni a titolo gratuito).

Privacy - Note legali - URP - Elenco siti tematici - © Tutti i diritti riservati - DevB Nettamente