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QUANDO IL FIGLIO NON LEGITTIMO E' RICONOSCIUTO

Lunedì, 16 Maggio 2016

Poichè ci sono diverse categorie di figli legittimi e naturali, mi domando: quando il genitore riconosce un figli nato fuori dal matrimonio, la famiglia legittima è obbligata ad accoglierlo inserendolo nel proprio nucleo familiare?

La nuova normativa in materia di filiazione ha radicalmente modificato la normativa in quanto ad oggi non esiste più alcuna differenza tra figli naturali e figli legittimi i quali, insieme ai figli adottivi godono di uno status unitario per cui si potrà solo distinguere tra figli nati nell'ambito del matrimonio e fuori dal matrimonio. In ogni caso il legislatore tutela e privilegia l'interesse della famiglia fondata sul matrimonio a non essere turbata dall'imposizione della convivenza con un minore nato fuori dal matrimonio, ambiente che potrebbe anche non rivelarsi nei fatti idoneo e accogliente per lo stesso.

Sotto questo profilo dunque il legislatore ha disposto che l'inserimento nella famiglia legittima del genitore che ha effettuato il riconoscimento del minore nato fuori dal matrimonio sia soggetto ad autorizzazione giudiziale; al consenso del coniuge del genitore che abbia fatto il riconoscimento; al consenso degli altri figli che abbiano compiuto 16 anni e vivano in famiglia, ed infine al consenso dell'altro genitore biologico che abbia effettuato il riconoscimento.

La scelta tra comunione o separazione dei beni ha un'influenza per quello che riguarda il piano successorio?

Se i coniugi non effettuano alcuna specifica scelta all'atto del matrimonio, com'è noto, tra di loro si instaura automaticamente il regime della comunione dei beni. In base a detto regime gli acquisti effettuati dai coniugi insieme o separatamente durante il matrimonio cadono in comunione (fatte salve alcune eccezioni).

Dal punto di vista successorio è bene precisare che non vi è alcuna interferenza tra la scelta del regime e il citato ambito, fatta salva la quota che cade in successione che sarà della metà se si trattava di bene in comunione legale dei beni.

Frequente è l'errore di ritenere che il bene sia personale in quanto intestato esclusivamente ad uno solo dei coniugi. E' bene ribadire che l'indagine per quello che riguarda la titolarità sostanziale del bene (che va oltre il piano meramente formale) va condotta caso per caso avendo riguardo al momento dell'acquisto ovvero verificando se alla detta data il coniuge fosse o meno in comunione legale dei beni, nel qual caso dovrà ritenersi in comproprietà ancorchè non se ne abbia una formale cointestazione anche a favore dell'altro coniuge.

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