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FAQ: Chiedilo al notaio

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  • Mercoledì, 31 Ottobre 2018

    AVVISO CHIUSURA UFFICIO

    Si comunica che la Segreteria del Consiglio Notarile di Modena rimarrà chiusa nella giornata di venerdì 2 novembre 2018.

  • Giovedì, 4 Ottobre 2018

    TIROCINIO PRESSO IL TRIBUNALE DI PARMA

    Bando per la selezione di candidati a tirocinio formativo ex articolo 73 D.L. n. 69/2013 (convertito con Legge 9 Agosto 2013, n. 98, e succ. modif.) -…

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Quote donate ai fratelli: e l'usufrutto?

Lunedì, 23 Gennaio 2017

Sono socio di una società in nome collettivo con mio fratello e tre mie sorelle. Vorrei donare la mia quota ai miei fratelli, tuttavia vorrei riservare a mio favore l'usufrutto delle quote donate. Posso continuare ad amministrare insieme ai miei fratelli?

E' ormai acquisita e consolidata la questione giuridica relativa alla possibilità di ricavare (o costituire) il diritto di usufrutto su quote di società di persone; tuttavia occorre ricordare che l'usufruttuario, pur essendo titolare di diritti sociali patrimoniali e amministrativi, non è tecnicamente socio. E' infatti discusso se all'usufruttuario possano competere, oltre ai diritti a contenuto strettamente patrimoniale, anche diritti incidenti sull'amministrazione della società. E' pur vero che una parte della dottrina si è espressa in senso positivo, sulla base di diversi dati normativi; tuttavia occorre anche tenere presente che la costituzione dell'usufrutto è consentita, purché la stessa sia compatibile con la disciplina specifica delle società di persone. Sotto questo profilo occorre evidenziare la presenza di un conflitto tra l'usufrutto, che indubbiamente comprende "poteri di amministrazione" del bene, ed esigenze specifiche del diritto di società. Considerato, infatti, che la qualità di socio rimane in capo al nudo proprietario, qualora si riconoscesse all'usufruttuario il potere di amministratore, si creerebbe una scissione tra soggetto illimitatamente responsabile per le obbligazioni sociali (il socio nudo proprietario) e amministratore (terzo usufruttuario). Questo ha portato ad escludere l'applicazione delle regole dell'usufrutto all'ipotesi in cui esso gravi sulla partecipazione del socio amministratore di società di persone, poiché altrimenti si realizzerebbe l'effetto di fare amministrare la società da colui (l'usufruttuario) che ormai è estraneo alla società stessa, il che è incompatibile con il tipo di società di persone.

L'usufruttuario quindi non può avere alcun potere di gestione della società che, invece, rimane a capo al nudo proprietario. Quindi se nel suo caso l'esigenza prioritaria è quella di continuare ad amministrare e gestire la società mantenendo il proprio ruolo è sconsigliabile procedere nei termini prospettati.

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