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SE DUE FRATELLI EREDITANO LA CASA DI PAPA'

Lunedì, 21 Ottobre 2013

Sono residente a Modena. E' deceduto mio padre in Sicilia (già vedovo), lasciando eredi legittimi solo me e mio fratello, quest'ultimo residente anch'egli in Sicilia insieme a mio padre, con moglie e figlio a carico, disoccupato e privo di beni immobili e risorse. Per aiutare mio fratello vorrei rinunciare all'eredità di mio padre. Mi è stato riferito che in questo caso, con un atto non dispendioso, la quota ereditaria che mi spetterebbe andrebbe tutta a beneficio dell'altro erede ossia appunto a mio fratello. E' giusto? Io sono coniugato e padre di due gemelli di undici anni.

Lei prospetta l'applicazione al suo caso dell'art. 522 del codice civile, secondo il quale "nelle successioni legittime la parte di colui che rinuncia si accresce a coloro che avrebbero concorso con il rinunciante" (ossia, appunto, a suo fratello). tuttavia questa norma fa espressamente salvo il "diritto di rappresentazione", che consiste nel diritto dei discendenti (nel caso di specie i suoi figli, peraltro minori) di subentrare nel luogo e nel grado del loro ascendente (nel caso lei stesso, quale padre)n in tutti i casi in cui quest'ultimo non può o non vuole (come nel suo caso, per rinuncia) accettare l'eredità dei propri genitori o fratelli. Il diritto di rappresentazione, per espressa previsione di legge, prevale sul diritto di accrescimento. Se lei rinuncia all'eredità di suo padre quest'ultima, prima di accrescersi a favore di suo fratello, viene per così dire "offerta" ai suoi due figli. Una rinuncia anche da parte loro deve essere autorizzata dal giudice tutelare, che potrebbe concederla solo nei casi di necessità o utilità evidente, cosa ben difficile se non impossibile.

In mancanza poi di rinuncia all'eredità, i minori avrebbero dieci anni di tempo per accettarla: si verrebbe a creare una lunga situazione di incertezza - in relazione all'acquisto dell'eredità di suo padre- che arrecherebbe danni maggiori rispetto ai vantaggi che lei si prefigge di raggiungere. Si potrebbe quindi fare fissare al giudice un termine entro il quale i minori dichiarino (ovviamente a mezzo dei propri genitori rappresentanti legali autorizzati) se accettano o se rinunciano, trascorso il quale loro perderebbero definitivamente il diritto di accettare; ma, soprattutto in caso di eredità attiva, questa condotta potrebbe esporre i genitori a responsabilità per cattiva amministrazione del patrimonio dei figli minori. Suggerisco, nel suo caso, di accettare nonostante tutto l'eredità di suo padre, e successivamente di aiutare suo fratello, o donandogli la quota di un mezzo sull'appartamento in Sicilia caduto in successione, magari solo per il diritto di usufrutto. Oppure limitandosi a stipulare con suo fratello un contratto di comodato gratuito.

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