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TRE QUESITI SUI TEMI DELLA SUCCESSIONE

Lunedì, 22 Settembre 2014

Oggi proponiamo il tema della successione e della sua regolamentazione rispondendo ad alcuni quesiti emblematici.

Da circa un mese è venuta a mancare mio padre, stiamo per iniziare la procedura di successione senza testamento. Gli eredi sono mia madre e tre figli. I beni immobiliari che figurano nell'eredità, sono la casa dei miei genitori e un monolocale per uso estivo. Considerando le quote di eredità - 1/3 per il coniuge e 2/3 per i figli- vorrei sapere se le spese gestionali della casa estiva (luce, acqua, gas, condominio) sono da considerarsi in percentuale alle quote previste. Nel caso uno dei fratelli non volesse usufruire della casa, ha l'obbligo comunque di pagare le spese?

come da lei correttamente ipotizzato, il patrimonio ereditario si ripartisce in quote di 1/3 in favore di sua madre, e di 2/9 in favore di ciascuno di voi tre figli. Nelle stesse quote andranno ripartire tutte le spese di gestione del patrimonio (sia esso mobiliare che immobiliare), perché queste sono strettamente connesse alla titolarità del bene. Ne deriva che, fino a quando non procedete alla divisione tra voi del patrimonio ereditario immobiliare, le quote indicate andranno rispettate. E' fatta salva la possibilità che, bonariamente, vi "sediate attorno ad un tavolo" e decidiate di seguire un diverso criterio (basato, appunto, sull'utilizzo effettivo del bene).

Nel caso in cui sul testamento redatto dai miei genitori venga data una casa (che supponiamo valga 100) a me e una casa a mio fratello (che supponiamo valga 30) lui può in qualche modo chiedere di avere la parte mancante per arrivare ad avere la metà esatta dell'eredità? Ha diritto anche alla "legittima"? O invece fa fede solo il testamento e lui ha diritto soltanto alla casa indicata nel testamento?

Il quesito riguarda il caso in cui, un una famiglia composta da genitori e due figli, i primi dispongano per testamento lasciando al primo una casa di valore di gran lunga superiore a quella lasciata al secondo. Si chiede se il testamento possa essere impugnato da parte del figlio "leso". La risposta è positiva, il testamento, in altri termini, in quanto esclude del tutto il coniuge e (almeno in astratto) lede i diritti di legittimario di uno dei due figli, sarà impugnabile da parte di entrambi mediante l'esercizio della cosiddetta azione di riduzione. Con tale azione essi potranno pretendere dal figlio preferito l'equivalente loro spettante: la legge peraltro prevede che tale azione intanto possa essere esercitata, in quanto l'attore imputi nel valore della propria quota oltre a quanto ricevuto per testamento anche quanto eventualmente già ricevuto in donazione in vita da parte del defunto. In conclusione, qualora il fratello del lettore (nonché la mamma) nulla abbiano ricevuto da parte del padre / coniuge, un testamento così confezionato sarà passibile di impugnazione.

I miei zii hanno fatto testamento a mio favore un paio di anni fa lasciandomi un appartamento, il quale sarebbe diventato mio alla morte di entrambi i coniugi. Ora mia zia è morta e con mio zio i rapporti non vanno bene: lui può cambiare il testamento totalmente oppure cambiare solo la sua parte?

Dal quesito così come formulato, non è dato comprendere se gli zii del lettore abbiano disposto un testamento reciproco, ciascuno a favore dell'altro dell'usufrutto sull'appartamento in questione, legando a lui la sola nuda proprietà sulla quota di spettanza di ciascun testatore. Se la premessa è corretta - se, cioè, il bene apparteneva al 50% ciascuno zio e questi hanno disposto ciascuno a favore dell'altro, il diritto di usufrutto, lasciando al nipote la nuda proprietà - è presumibile che il nipote sia divenuto attualmente nudo proprietario della sola metà spettante alla zia premorta, fermo rimanendo il diritto di usufrutto sulla stessa spettante allo zio superstite. Qualora i rapporti con quest'ultimo fossero cambiati, senza dubbio lo zio potrebbe medio tempore modificare il proprio testamento nel senso di disporre della propria quota di residua metà in favore di soggetti terzi.

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