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VADO ALL'ESTERO, VENDO CASA: E IL FISCO?

Lunedì, 1 Luglio 2013

Nel 2011 ho comprato la mia abitazione con le agevolazioni per la prima casa. Ora, dovendo trasferirmi all'estero per lavoro, voglio venderla. quali sono le conseguenze Fiscali?

chiedere le agevolazioni della "prima casa" quando si compra un'abitazione, con le relative pertinenze (garage, cantina, soffitta) significa godere di un trattamento fiscale più favorevole e precisamente: nel caso in cui a vendere la casa sia un privato oppure l'impresa che l'ha costruita o ristrutturata da più di cinque anni, in assenza di opzione per l'imposizione Iva oppure un'impresa non costruttrice, l'atto è soggetto all'imposta di registro al 3% calcolata sul valore catastale (che si ottine moltiplicando la rendita attribuita dal catasto per determinati coefficienti e che di solito è più bassa del prezzo) ed alle imposte ipotecaria e catastale in misura fissa (336,00 euro) anziché alle suddette imposta in misura complessiva pari al 10% del valore catastale. Nel caso in cui a vendere la casa sia l'impresa che l'ha costruita o ristrutturata entro cinque anni dalla fine dei lavori, oppure da più di anni in presenza nell'atto di opzione per l'imposizione, l'atto è soggetto all'Iva calcolata sul prezzo al 4 % anziché al 10% ed alle imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa (504,00 euro)

Le imposte di registro, ipotecaria e catastale, sono pagate al notaio, che le versa allo Stato quando registra l'atto, mentre l'Iva è pagata direttamente all'impresa.

Nel caso in cui l'acquirente venda o doni l'immobile acquistato con i benefici si cui sopra prima che siano trascorsi cinque anni dall'acquisto, dovrà pagare una somma pari alla differenza fra l'imposta agevolata ( 3% o 4%) e quella ordinaria (10%), la sanzione amministrativa del 30% della suddetta differenza, nonché gli interessi di mora. Si può evitare la decadenza dalle agevolazioni se, entro un anno dal trasferimento della casa, si proceda all'acquisto di un altro immobile da adibire ad abitazione principale( cioè dove stabilire la propria residenza) anche sito all'estero, sempre che sia possibile verificare che effettivamente l'immobile ivi acquistato sia stato adibito a dimora abituale.

Con la risoluzione del 27 dicembre 2012 l'Amministrazione finanziaria ha chiarito che il contribuente che non intende procedere al riacquisto di una nuova abitazione è tenuto a presentare un'apposita istanza all'ufficio, dove è stato registrato l'atto di vendita dell'immobile acquistato con le agevolazioni, manifestando la sua intenzione e richiedendo la riliquidazione dell'imposta pagata in sede di registrazione. In questo caso il contribuente verserà la differenza tra l'imposta pagata e quella dovuta oltre agli interessi, ma non la sanzione pari al 30%.

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